Fiesole 8 marzo 2025
Donne negli occhi degli Artisti Fiesolani

Oltre trenta “pezzi” quest’anno per celebrare la Festa della donna: fotografie, dipinti a olio, acquarelli, disegni, grafica, poesie e sculture. Opere diverse che scorrono davanti agli occhi dei visitatori sulle pareti della Sala del Basolato nella piazza principale di Fiesole realizzate dagli Artisti Fiesolani, associazione che da oltre dieci anni opera sul territorio cittadino e oltre.
Tecniche e linguaggi diversi per esprimere la “donna” in tutte le sue accezioni: un omaggio corale alla “figura femminile” sia in forma naturalistica sia, in alcuni casi, simbolica. Dalla anziana e variopinta donna cubana col sigaro in bocca, seguito da altre interessanti fotografie che ritraggono donne in situazioni diverse, la mostra prosegue con una piccola istallazione a parete in memoria dell’architetto Gae Aulenti. Ma più che altro volti femminili, da quello monocromo rivolto verso il basso messo in evidenza da un fascio di luce, a un ritratto di giovane sorridente abbracciata al suo cane, un altro piccolo olio con due donne che si confidano su un divano e accanto una grafica con forme astratte che nella loro plasticità richiamano la sinuosità di un corpo muliebre. Una figura appena accennata, su un lungo pannello verticale, sembra dondolarsi su un’altalena, dietro a lei la sagoma nera di un uomo. Ed ecco una grande scultura ricavata dal tronco cavo di un albero, sapientemente modellato per rendere le forme e il panneggio dell’abito sulla cui sommità l’artista ha posto un volto femminile di marmo bianco. Sulla colonna una grande “guache” in cui un nudo di schiena emerge da un ampio fondo azzurro a cui fanno seguito tre schizzi raffinati, appena tratteggiati racchiusi in un’unica cornice con un volto, un busto e una figura che accenna un passo di danza. E ancora un corpo in cui i pochi tratti usati dall’artista per delinearlo sono evidenziati dalla lucentezza dell’argento su un fondo totalmente nero, eccezion fatta per il tocco di rosso delle labbra. Al suo fianco una conversazione fra due figurine assemblate con oggetti meccanici e altre strutture che emergono dal fondo nero, la serie si conclude con un piccolo ritratto di giovane dama che per acconciatura, abito e postura ricorda le opere del tardo rinascimento.
Sulla parete di fondo una figura stilizzata col volto e il braccio bianchi che emergono da un sfondo dorato e da una ricca decorazione in parte materica quasi a rappresentare un’immagine angelica, al centro il dipinto in cui una grande falce di luna è corredata di chiari attributi femminili su un fondo scuro in cui fluttua una strana vegetazione, sicuramente un’opera di impatto, date anche le grandi dimensioni, accanto a questo un volto femminile rivolto verso l’alto, investito da un fascio di luce reso con ampie pennellate che ne sottolineano la fisionomia. Una tecnica mista montata su una grande tela rosa corredata con volti di donne a collage, piccole foglie che, smosse da un forte vento, si staccano da un albero centrale precede un volto a matita, china e pastello a cera nel quale si apprezza la resa plastica del soggetto. Un omaggio alla “primavera” rappresentata dal busto di una giovane donna col capo coperto di grandi fiori coloratissimi, un vero “inno alla vita”, sottolineato dall’uccellino, dal cane e dalla farfalla. La donna si percepisce anche nella scultura fortemente verticale appesa accanto alla “Primavera”; anche qui sul bianco di fondo tanti piccoli tasselli colorati, quasi una maschera da Arlecchino per sottolineare la sinuosità delle forme. La mostra prosegue con tre testi poetici dedicati alla donna in tutte le sue accezioni, compresa una dedicata alla Madonna, di particolare interesse il recupero di una lirica scritta da una poetessa fiesolana del secolo scorso. E un testo in cui la donna è al contempo colpevole e strumento di comprensione e di pace. Ancora un piccolo paesaggio dove una figurina femminile sta a indicare il ruolo “casalingo” della donna. Un’altra scultura in terracotta presenta un nudo femminile alato che tenta di liberarsi dal magma roccioso in cui è imprigionata. Gli ultimi due dipinti sono entrambi di grandi dimensioni. Un pannello verticale in cui cinque profili di donne nei toni del rosa pastello si stagliano contro l’azzurro intenso del cielo, accanto all’imponente ritratto di una delle più famose poetesse del Novecento, Alda Merlini, sullo sfondo anche una sua breve poesia.
Un’esposizione di alto livello che accoglie lo spettatore come un grande e festoso “Inno alla donna” raffigurata in tutte le sue sfaccettature, senza mai scadere in aspetti sensuali e patetici.

M. Donata Spadolini

ESPONGONO:
Lidia Aglietti
Fiamma Antoni Ciotti
Mauro Baroncini
Francesco Beccastrini
Laura Berni
Laura Bernini
Maria Rita Casarosa
Maurizio Caselli
Massimo Castellani
Elisabetta Cialli
Alessandro Ciappi
Roberto Coccoloni
Roberto D’Angelo
Carla Fossi
Patrizia Gabellini
Daniel Cornell Craighead
Giusi Gramigni
Enrico Guadagni
Stefano Marsili Libelli
Valerio Mirannalti
Alba Gloria Nanni
Massimo Novelli
Susanna Pellegrini
Francesco Perna
Barbara Piovesan
Dany Poissonniez
Pino Procopio
Matteo Rimi
Mariadonata Sirleo
Raffaele Tesi
Rolando Scatarzi

Video realizzato dalla socia Paola Stazzoni